Sagalino

Crescere · da 2 a 12 anni

Ci separiamo: come lo diciamo ai bambini?

9 min di lettura8 fonti · consultata il 28 settembre 2026

La risposta breve

La separazione in sé pesa sui bambini meno di quanto si teme; pesa di più il conflitto tra i genitori, prima e dopo.24 Dirlo insieme, quando la decisione è presa e i passi successivi sono chiari, e dire chiaramente al bambino che non è colpa sua. Le parole cambiano con l'età: fino a 6 anni basta dire che mamma e papà non vivono più insieme ma gli vogliono sempre bene; tra i 6 e i 12 anni i bambini capiscono di più e hanno bisogno di sapere come sarà la vita di tutti i giorni.1 In Italia dal 2006 la regola è l'affido condiviso, e il bambino ha diritto a un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori.6
Il contesto

Che cosa pesa davvero sui bambini

Una meta-analisi di 92 studi trova una differenza media piccola, circa 0,14 deviazioni standard, tra i figli di genitori separati e non separati, e il sostegno più coerente per il conflitto familiare come spiegazione.2 Un aggiornamento successivo trova che l'88% degli effetti va verso un benessere minore, e il 42% di questi è statisticamente significativo.3

La separazione di coppie con poco conflitto tende a pesare sui figli nel lungo periodo, quella di coppie con molto conflitto tende a dare sollievo.4 Per questo la domanda più utile è come si separano i genitori.

Dirlo

Come dirlo, a ogni età

Quando. Quando la decisione è presa e i passi successivi sono chiari. Non durante una lite, non per telefono.

Insieme. Se potete, ditelo insieme, dopo esservi accordati, così non ci sono due versioni.

Fino a 6 anni. Poche parole, sempre le stesse: mamma e papà non vivono più insieme, ma ti vogliono sempre bene.1

Dai 6 ai 12 anni. I bambini capiscono di più e fanno domande concrete: dove dormirò, quando vedrò papà, resto nella mia scuola? Rispondere con dettagli pratici aiuta più di una spiegazione sui motivi.1

Mai in mezzo. Non chiedere al bambino di scegliere, di portare messaggi o di consolare un genitore contro l'altro.15

La legge

Che cosa prevede la legge italiana

Con la legge 8 febbraio 2006, n. 54 l'affido condiviso è diventato la regola. Prima, in circa il 90% dei casi i figli venivano affidati alla sola madre.6

La legge riconosce al figlio il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, e di conservare rapporti significativi con i nonni e i parenti di entrambi i rami.6 Per le questioni concrete della vostra famiglia, chiedi a un avvocato o a un centro per la famiglia: questa pagina non sostituisce un consiglio legale.

Dibattiti

Dove gli esperti non sono d'accordo

Poche domande sullo sviluppo dei bambini sono discusse con tanta passione. Una raccomandazione netta riflette una posizione tra altre.

ApproccioChe cosa diceChe cosa significa per la storia
Prima il conflittoAmato e Keith 1991; Amato 2001 e 2011La differenza tra figli di genitori separati e non separati è piccola; il conflitto tra i genitori la spiega meglio. Una separazione che mette fine a un conflitto continuo tende a dare sollievo.La storia mostra due genitori che lo dicono insieme, senza litigare.
Tenere fuori i bambiniAmerican Academy of Pediatrics; guide italiane per genitoriI bambini non devono restare in mezzo al conflitto dei genitori. Poco conflitto, e se serve una mediazione, li aiutano di più.La frase «non è colpa tua» torna nella storia.
Tempi di permanenzadibattito sull'affido condivisoAlcuni vedono nei tempi paritari il modello da seguire, altri ne trovano il vantaggio non dimostrato. Gli studi faticano a separare l'effetto dell'accordo da quello della collaborazione tra i genitori.Nella storia non mettiamo nessun calendario. Mostra due case senza fissare un ritmo.

Su che cosa sono tutti d'accordo

  • Il conflitto prima e dopo pesa più della separazione in sé.
  • Dirlo quando la decisione è presa e i passi successivi sono chiari.
  • Dirlo insieme, se possibile, dopo essersi accordati.
  • Dire chiaramente al bambino che non è colpa sua.
  • Essere concreti: chi vive dove, quando ci si vede, che cosa resta uguale.
  • Proteggere il legame del bambino con entrambi i genitori.

Sui tempi di permanenza la difficoltà è di metodo: se i genitori che collaborano bene scelgono più spesso tempi paritari, si rischia di misurare la loro collaborazione invece dell'accordo. In Italia la legge fa dell'affido condiviso la regola;6 come distribuire i tempi resta una questione di ogni famiglia, e qui non trattiamo nessuna posizione come chiusa.

Quando un libro non basta

Parlane con il pediatra di famiglia se il bambino per settimane dorme male, non mangia, si chiude o torna a comportamenti di quando era più piccolo, o se il conflitto tra i grandi non si calma. Una mediazione familiare può aiutare i genitori a trovare accordi senza passare dal bambino.5

Se il bambino ha bisogno di parlare con qualcuno fuori dalla famiglia, Telefono Azzurro risponde al 19696, gratuito, giorno e notte.8

La storia

Come può aiutare una storia

Una meta-analisi sulla biblioterapia trova un effetto medio dei libri usati come aiuto, e descrive l'identificazione con i personaggi come il principio che funziona.7 Una storia sulla separazione in cui il protagonista è il bambino stesso porta questa identificazione fino in fondo.

Per la storia, una regola:

Nessun colpevole. Nella storia nessuno dei due genitori è quello cattivo, e il bambino non deve scegliere.

  1. 1-2

    La casa di prima

    Il bambino, la sua stanza, le sue cose. Nessun presagio.

  2. 3

    Una notizia

    I due grandi si siedono vicino a lui. Insieme.

  3. 4

    Le parole

    Semplici, uguali per tutti e due: non vivremo più insieme.

  4. 5

    L'emozione

    Tristezza, rabbia, confusione. Tutto è permesso.

  5. 6

    Non è colpa tua

    La frase più importante, detta chiaramente.

  6. 7

    Le domande

    Dove dormirò? E la scuola? Le risposte sono concrete.

  7. 8

    Una seconda casa

    Nuova, ancora un po' estranea. Con una stanza per lui.

  8. 9

    Il pupazzo che viaggia

    Una cosa che va da una casa all'altra.

  9. 10

    Che cosa resta

    La scuola, gli amici, i nonni.

  10. 11

    Il giorno del passaggio

    Una borsa da preparare, un saluto, un arrivo.

  11. 12

    Una sera difficile

    Manca l'altro genitore. Viene detto, e va bene.

  12. 13

    Due spazzolini

    Piccole cose che diventano normali.

  13. 14

    La fine

    Due posti in cui è a casa, e tutti e due lo aspettano.

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Domande

Domande frequenti

Come si spiega la separazione a un bambino piccolo?

Con poche parole, sempre le stesse: mamma e papà non vivono più insieme, ma ti vogliono sempre bene. Fino a 6 anni basta questo, insieme alla frase che non è colpa sua e a qualche dettaglio concreto su dove vivrà.

Che cosa cambia con i bambini più grandi?

Tra i 6 e i 12 anni i bambini capiscono di più e fanno domande concrete sulla vita di tutti i giorni. Rispondere con dettagli pratici aiuta più di una spiegazione sui motivi, e il bambino non va mai coinvolto nel conflitto.

La separazione fa male ai bambini?

Pesa meno di quanto si teme; pesa di più il conflitto tra i genitori, prima e dopo. Le meta-analisi trovano differenze medie piccole, spiegate soprattutto dal conflitto familiare, e un sollievo quando la separazione mette fine a un conflitto continuo.

Che cos'è l'affido condiviso?

Con la legge 54 del 2006 è diventato la regola in Italia: entrambi i genitori mantengono la responsabilità, e il figlio ha diritto a un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno, e a rapporti con i nonni e i parenti di entrambi. Per il tuo caso concreto chiedi a un avvocato o a un centro per la famiglia.

Riferimenti

Fonti

  1. 1.Nostrofiglio: separazione, dieci consigli per comunicarlo ai figli nel modo giusto.Che cosa conferma: Spiegare secondo l'età: fino a 6 anni «mamma e papà non vivono più insieme ma ti vogliono bene»; tra 6 e 12 anni capiscono di più e hanno bisogno di informazioni concrete sulla vita quotidiana; mai coinvolgere il bambino nei conflitti.
  2. 2.Amato, P. R. e Keith, B. (1991): Parental Divorce and the Well-Being of Children, A Meta-Analysis, Psychological Bulletin. (in inglese)Che cosa conferma: 92 studi; una differenza media di circa 0,14 deviazioni standard; il sostegno più coerente per il conflitto familiare come spiegazione.
  3. 3.Amato, P. R. (2001): Children of Divorce in the 1990s, an Update, Journal of Family Psychology. (in inglese)Che cosa conferma: L'88% degli effetti va verso un benessere minore, il 42% di questi statisticamente significativo.
  4. 4.Amato, P. R. (2011): Reconsidering the «Good Divorce», Family Relations. (in inglese)Che cosa conferma: La separazione di coppie con poco conflitto tende a pesare sui figli nel lungo periodo, quella di coppie con molto conflitto tende a dare sollievo.
  5. 5.American Academy of Pediatrics, HealthyChildren.org: How to Support Children after Parents Separate or Divorce. (in inglese)Che cosa conferma: I bambini sono più resilienti e meno stressati quando il conflitto resta basso; mediazione o consulenza raccomandate.
  6. 6.Legge 8 febbraio 2006, n. 54, disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli, Gazzetta Ufficiale.Che cosa conferma: L'affido condiviso come regola; il diritto del figlio a un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori e a rapporti significativi con ascendenti e parenti di ciascun ramo; prima della riforma la madre era affidataria unica in circa il 90% dei casi.
  7. 7.Marrs, R. W. (1995): A Meta-Analysis of Bibliotherapy Studies, American Journal of Community Psychology. (in inglese)Che cosa conferma: Un effetto medio della biblioterapia (0,57); l'identificazione con i personaggi come principio che funziona.
  8. 8.Telefono Azzurro.Che cosa conferma: Il numero 1.96.96, servizio gratuito, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Fonti consultate il 28 settembre 2026. Manca qualcosa o non è più aggiornato? Scrivici e lo correggiamo, con la data.

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