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Crescere · da 1 a 7 anni

Il mio bambino fa i capricci: che cosa c'è dietro, e che cosa aiuta?

7 min di lettura6 fonti · consultata il 28 settembre 2026

La risposta breve

I capricci sono una fase normale dello sviluppo. I primi «no» verso i 2 o 3 anni sono il segno di un'autonomia che cresce, spiega il presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.1 L'aggressività nei bambini piccoli è la regola, con un picco tra i 2 e i 4 anni, e cala quando crescono linguaggio e controllo degli impulsi.23 Durante la crisi aiuta soprattutto una cosa: un adulto che resta calmo e resta vicino.1 Rispondere alla rabbia con la rabbia peggiora solo la situazione.1
Il contesto

Perché i bambini fanno i capricci

Tra i 2 e i 3 anni il bambino scopre di essere una persona separata, con una volontà sua. I primi «no» fanno parte di questa autonomia che cresce.1 Le parole però arrivano più lentamente della volontà: la crisi è spesso un'emozione grande senza le parole per dirla.

Secondo il presidente della SIPPS i capricci possono riflettere anche una flessibilità e una tolleranza alla frustrazione che si stanno ancora sviluppando.1 Non sono un difetto di educazione.

I numeri della ricerca internazionale lo confermano: la grande maggioranza dei bambini è fisicamente aggressiva dai 17 mesi circa, con un picco tra i 2 e i 4 anni,2 e in uno studio su 2.253 bambini l'aggressività cresce durante il secondo anno e cala dal terzo compleanno.3

Durante la crisi

Che cosa aiuta durante la crisi

Resta. Il bambino ha bisogno di essere calmato e di sentirsi capito; sgridarlo non aiuta.1 Restare vicino, anche senza parlare, dice più di una spiegazione.

Resta calmo. Rispondere alla rabbia con la rabbia peggiora la situazione.1 È la cosa più difficile, ed è quella che funziona di più.

Né allarme né resa. Non serve preoccuparsi alle prime crisi, e non serve nemmeno cedere su tutto.1 Il «no» che ha scatenato la crisi può restare un no.

Riconosci l'emozione, limita il comportamento. «Sei arrabbiato perché volevi restare» e «non ti lascio lanciare le cose» stanno bene nella stessa frase.1

Dopo

Che cosa fare dopo, a mente fredda

Dare un nome. Quando la tempesta è passata, dire che cosa è successo aiuta il bambino a riconoscerlo la volta dopo. I genitori che accompagnano le emozioni dei figli in questo modo hanno bambini con un migliore autocontrollo.4

Una via d'uscita. Battere i piedi, stringere un cuscino, gridarci dentro: un'idea concreta per la prossima volta, una sola.

Una storia. La lettura di albi su temi sociali aumenta i comportamenti di aiuto verso gli altri, passando per l'empatia.6

Dibattiti

Dove gli esperti non sono d'accordo

Su pochi temi le guide danno istruzioni così opposte. Tre approcci che si incontrano in ogni forum di genitori, e l'unico punto su cui litigano davvero:

ApproccioChe cosa diceChe cosa significa per la storia
SviluppoSIPPS; Tremblay e altri 2004; Alink e altri 2006I capricci sono una tappa normale verso l'autonomia. L'aggressività ha un picco tra i 2 e i 4 anni e cala con il linguaggio e il controllo degli impulsi.La storia non tratta mai il bambino come sbagliato: sta attraversando una fase.
Relazioneapprocci centrati sulla relazione genitore-figlioLa crisi è un modo di comunicare. Punizioni e time out funzionano nel breve periodo e pesano sulla relazione nel lungo.Il grande resta, resta calmo e non punisce.
ComportamentoIncredible Years (Webster-Stratton), Triple PLimiti chiari e prevedibili, ignorare con coerenza la crisi e lodare in modo mirato il comportamento alternativo. Dei tre, l'approccio più studiato.Nella storia il comportamento alternativo che funziona viene notato e nominato.

Su che cosa sono tutti d'accordo

  • I capricci nei bambini piccoli sono normali e non un errore educativo.
  • La calma degli adulti è il fattore più efficace.
  • Durante la crisi non si impara niente: si impara prima e dopo.
  • Dare un nome alle emozioni aiuta; accettare l'emozione non vuol dire accettare il comportamento.
  • Le punizioni fisiche sono escluse.

Il punto di discussione è il time out. I programmi centrati sul comportamento usano un breve momento annunciato di pausa o di indifferenza, e si appoggiano a studi randomizzati: le meta-analisi di una cinquantina di studi su Incredible Years riportano effetti medi sui problemi di comportamento.5 Gli approcci centrati sulla relazione obiettano che funziona nel breve periodo e costa fiducia nel lungo.

Qui non consigliamo niente. Le nostre storie poggiano solo sul terreno comune: è abbastanza ampio per ogni famiglia, da qualunque parte penda.

Quando un libro non basta

Parlane con il pediatra di famiglia se le crisi sono molto frequenti e molto lunghe anche dopo i 4 o 5 anni, se il bambino si fa male o fa male agli altri spesso, o se la fatica in famiglia diventa troppa.

La storia

Come può aiutare una storia

Una storia sulla rabbia non deve insegnare a non arrabbiarsi. Deve mostrare che la rabbia arriva, si può vivere e passa, e che qualcuno resta.

Per la storia, una regola:

Il bambino non è mai il cattivo. La rabbia è un'onda, e il grande è lo scoglio che resta.

  1. 1-2

    Il mondo del protagonista

    Il bambino com'è: amato, capace, con le sue cose preferite.

  2. 3

    Una giornata lunga

    Stanco, affamato, troppe cose. L'amplificatore arriva prima della miccia.

  3. 4

    Il no

    Qualcosa non si può. Piccolo e normale, come nella vita vera.

  4. 5

    L'onda

    L'emozione arriva, descritta nel corpo e con un nome. Prende forma.

  5. 6

    La crisi

    Raccontata senza giudizi. Né «capriccioso» né «cattivo»: c'è e basta.

  6. 7

    Qualcuno resta

    Il grande non parla, non spiega, non se ne va. C'è.

  7. 8

    L'onda passa

    Da sola, come ogni onda. La pagina più rassicurante del libro.

  8. 9

    Dopo

    Stanchezza, forse vergogna. Viene vista, senza peggiorarla.

  9. 10

    Parole per quello che è successo

    Il grande nomina l'emozione, senza descrivere il bambino.

  10. 11

    Lo strumento

    La prossima volta: battere i piedi, stringere, gridare in un cuscino. Una sola proposta.

  11. 12

    La prova

    Una seconda occasione. Senza ripetizione non resta niente.

  12. 13

    Un mezzo successo

    Imperfetto, e qualcuno se ne accorge e lo dice.

  13. 14

    La fine

    La rabbia resta; fa parte della vita. Adesso ha un nome e una via d'uscita.

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Domande

Domande frequenti

A che età i capricci sono normali?

I primi «no» arrivano verso i 2 o 3 anni e sono il segno di un'autonomia che cresce. Nella ricerca internazionale l'aggressività ha un picco tra i 2 e i 4 anni e cala dal terzo compleanno, quando crescono linguaggio e controllo degli impulsi.

Che cosa devo fare durante la crisi?

Restare calmo e restare vicino. Il bambino ha bisogno di essere calmato e di sentirsi capito; rispondere alla rabbia con la rabbia peggiora la situazione. Il no che ha scatenato la crisi può restare un no.

Il time out funziona?

Gli esperti non sono d'accordo. I programmi centrati sul comportamento lo usano, e le meta-analisi su Incredible Years mostrano effetti medi. Gli approcci centrati sulla relazione obiettano che costa fiducia nel lungo periodo.

Quando devo preoccuparmi?

Se le crisi restano molto frequenti e molto lunghe anche dopo i 4 o 5 anni, se il bambino si fa male o fa male agli altri spesso, o se in famiglia non ce la fate più. Il pediatra di famiglia è il primo riferimento.

Riferimenti

Fonti

  1. 1.Amico Pediatra: i capricci dei bambini, come gestirli e quando preoccuparsi (con il parere del presidente della SIPPS, Giuseppe Di Mauro).Che cosa conferma: Primi no a 2 o 3 anni come autonomia che cresce; niente allarme ma neanche troppa accondiscendenza; il bambino va calmato, non sgridato, e deve sentirsi capito; rispondere alla rabbia con la rabbia peggiora; riconoscere l'emozione e limitare il comportamento.
  2. 2.Tremblay, R. E. e altri (2004): Physical Aggression During Early Childhood, Pediatrics 114(1), e43-e50. (in inglese)Che cosa conferma: La grande maggioranza dei bambini è fisicamente aggressiva dai 17 mesi circa; picco tra i 2 e i 4 anni.
  3. 3.Alink, L. R. A. e altri (2006): The Early Childhood Aggression Curve, Child Development 77(4), 954-966. (in inglese)Che cosa conferma: Un aumento durante il secondo anno e un calo dal terzo compleanno (2.253 bambini).
  4. 4.Gottman, J. e altri: emotion coaching e meta-emozione, sintesi della ricerca. (in inglese)Che cosa conferma: I genitori che accompagnano le emozioni dei figli hanno bambini con un migliore autocontrollo.
  5. 5.Gardner, F. e Leijten, P. (2017): Incredible Years parenting interventions, Current Opinion in Psychology. (in inglese)Che cosa conferma: Meta-analisi di una cinquantina di studi: effetti medi sui problemi di comportamento, per lo più in disegni randomizzati.
  6. 6.The effectiveness of social-themed picture book reading in promoting children's prosocial behavior (2025). (in inglese)Che cosa conferma: La lettura di albi su temi sociali aumenta i comportamenti di aiuto, attraverso l'empatia.

Fonti consultate il 28 settembre 2026. Manca qualcosa o non è più aggiornato? Scrivici e lo correggiamo, con la data.

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